Controllare la pressione delle gomme è una di quelle abitudini che richiedono pochi minuti, ma che possono incidere molto sulla guida. Un valore corretto aiuta l’auto a rispondere meglio, mantiene i pneumatici nelle condizioni previste dal costruttore e ridurre il rischio di usura irregolare o consumi anomali di carburante. Non serve essere esperti: basta sapere dove trovare il dato giusto, quando fare il controllo e come intervenire se una gomma è troppo gonfia o troppo sgonfia.
Cos’è la pressione dei pneumatici
La pressione dei pneumatici indica la quantità d’aria compressa presente all’interno della gomma. Questo valore permette al pneumatico di mantenere la forma corretta e di appoggiare sulla strada con una superficie di contatto adeguata.
Quando la pressione è corretta, la gomma lavora in modo efficiente: sostiene il peso dell’auto, assorbe parte delle sollecitazioni della strada e contribuisce alla stabilità del veicolo. Se invece il valore è troppo basso o troppo alto, cambia il modo in cui il pneumatico si deforma durante la marcia.
Qual è la pressione corretta delle gomme auto
Non esiste una pressione valida per tutte le auto. In molti casi, per un’auto di dimensioni standard, i valori si trovano intorno ai 2-2,5 bar (30-35 PSI), ma si tratta solo di un riferimento generale. Su SUV, veicoli più pesanti o auto con alto carico, la pressione può essere più alta, solitamente dai 2,3 ai 3 bar (33-44 PSI).
Il valore corretto dipende sempre da quattro fattori:
indicazioni del costruttore
modello dell’auto
misura dei pneumatici
carico trasportato
Per questo motivo, non conviene regolarsi solo in base alla misura della gomma o al valore massimo stampato sul fianco del pneumatico.
La pressione può essere indicata in bar o in PSI. In Italia si usa soprattutto il bar, mentre alcuni manometri o tabelle riportano anche il PSI. La conversione utile da ricordare è questa: 1 bar corrisponde a circa 14,5 PSI.
Dove trovare la pressione consigliata dal costruttore
Il valore principale da seguire è sempre quello indicato dalla casa automobilistica. Di solito lo trovi nel manuale d’uso dell’auto, sull’adesivo applicato al montante della portiera al lato del guidatore oppure nello sportellino del carburante.
Su questa etichetta possono comparire più valori:
uno per l’uso normale
uno per l’auto a pieno carico
in alcuni casi, indicazioni diverse per ruote anteriori e posteriori
È importante leggere bene la tabella, perché la pressione consigliata può cambiare anche a parità di pneumatico montato.
Il numero riportato sul fianco del pneumatico, invece, non indica la pressione ideale per la tua auto. Di solito segnala la pressione massima ammessa dal pneumatico e non deve essere usato come riferimento principale per il gonfiaggio quotidiano.
Pressione gomme anteriori e posteriori: perché può cambiare
Le gomme anteriori e posteriori non lavorano sempre allo stesso modo. In molte auto il motore si trova davanti, lo sterzo agisce sulle ruote anteriori e il peso non è distribuito in modo perfettamente uniforme. Solitamente, l’asse che ospita il motore necessita quindi di una pressione maggiore a causa del maggior peso sostenuto. Questo fattore può essere più equilibrato sui veicoli elettrici, che devono gestire sia il peso del motore che quello delle batterie.
Per questo il costruttore può indicare una pressione diversa tra asse anteriore e asse posteriore. Non è un errore e non va “corretto” gonfiando tutte le gomme allo stesso valore. Seguire i valori diversi per ciascun asse aiuta ogni ruota a sostenere il carico previsto e a mantenere un comportamento più efficiente durante la guida.
Come cambia la pressione delle gomme in base all’uso e alle condizioni di guida
La pressione dei pneumatici può variare in base a diversi fattori come l’uso dell’auto, le condizioni atmosferiche o l’itinerario percorso. Un tragitto quotidiano in città, un viaggio con il bagagliaio pieno o una lunga percorrenza in autostrada sottopongono le gomme a stimoli e lavori diversi.
Per rispondere a tutte le esigenze di guida, molti costruttori indicano più valori di riferimento. La cosa importante è scegliere quello adatto alla situazione, senza improvvisare e senza superare i limiti previsti per il veicolo.
Pressione gomme a pieno carico
Quando viaggi con passeggeri, bagagli, attrezzatura o carichi pesanti, i pneumatici devono sostenere uno sforzo maggiore. In queste situazioni può essere necessario usare i valori della pressione delle gomme indicati per il pieno carico, che spesso sono più alti rispetto a quelli dell’uso normale.
Il riferimento resta sempre l’etichetta e il libretto d’uso e manutenzione dell’auto. Alcune fonti indicano aumenti orientativi di circa 0,2 bar per carichi importanti o velocità sostenute, ma il dato corretto è quello previsto dal costruttore per il tuo modello. Una volta terminato il viaggio e scaricata l’auto, puoi riportare la pressione ai valori standard se il manuale lo prevede.
Pressione gomme per viaggi lunghi e autostrada
Prima di un viaggio lungo conviene controllare la pressione quando l’auto è ancora ferma da diverse ore. In autostrada i pneumatici lavorano per più tempo a velocità costante e possono essere sottoposti a temperature più elevate, soprattutto in estate o con il bagagliaio pieno.
Se la targhetta dell'auto prevede un valore diverso per alte velocità o pieno carico, è opportuno seguire quell'indicazione. È una precauzione semplice che aiuta a partire con gomme già impostate per il tipo di utilizzo previsto.
Pressione gomme in estate e in inverno
Anche la temperatura esterna influisce sulla pressione dell’aria. Quando fa freddo, la pressione tende a diminuire: come regola generale, un calo di 10 °C può ridurla di circa 0,07-0,14 bar. Per questo nei mesi invernali può capitare di trovare le gomme più sgonfie rispetto all’ultimo controllo.
In estate, invece, il problema principale è la misurazione. Una gomma calda può restituire un valore più alto del reale, quindi non è consigliabile sgonfiarla subito solo perché il manometro segna qualche decimo in più. Il controllo più affidabile resta quello a gomme fredde.
Anche la temperatura esterna influisce sulla misurazione: è sempre consigliabile verificare la pressione delle gomme auto quando la temperatura dell’ambiente è tra i 15°C e i 25°C.
Ogni quanto controllare la pressione delle gomme
La pressione andrebbe controllata almeno una volta al mese e sempre prima di un viaggio lungo. È utile farlo anche dopo un cambio gomme, dopo un urto contro una buca o un marciapiede e quando noti che l’auto ha un comportamento diverso dal solito.
I pneumatici possono perdere aria gradualmente anche senza forature evidenti. Non devi aspettare che una gomma sembri sgonfia a occhio: quando la differenza è visibile, spesso il valore è già troppo basso.
Come controllare la pressione dei pneumatici
Il controllo della pressione dei pneumatici va fatto con uno strumento adeguato, a gomme fredde e con l’auto parcheggiata in piano. Per “gomme fredde” si intende un’auto ferma da almeno qualche ora o che ha percorso solo un tragitto molto breve a bassa velocità.
Per misurare la pressione:
svita il tappo della valvola;
collega il manometro;
leggi il valore che viene visualizzato;
confrontalo con quello indicato dal costruttore;
Se la pressione è inferiore ai livelli consigliati, gonfia il pneumatico fino a raggiungere il valore suggerito;
Se la pressione è superiore ai livelli consigliati, rilascia un po’ di aria fino a quando non visualizzi il valore consigliato.
Se la tua auto ha il TPMS (Tyre Pressure Monitoring System), cioè il sistema di monitoraggio della pressione, ricordati che la spia è un aiuto ma non sostituisce il controllo manuale.
Dopo aver regolato la pressione, alcuni sistemi TPMS richiedono un reset dal computer di bordo. La procedura cambia da modello a modello, quindi segui le istruzioni del manuale dell’auto.
Quali strumenti usare per controllare la pressione delle gomme
Per controllare la pressione puoi usare diversi strumenti:
manometro digitale, pratico e facile da leggere;
manometro analogico, utile se ben tarato e conservato correttamente;
compressore portatile, comodo per controllare e gonfiare le gomme a casa o in viaggio;
colonnina di gonfiaggio in stazione di servizio, utile durante i controlli periodici;
kit di gonfiaggio, da verificare soprattutto se l’auto non ha la ruota di scorta.
Qualunque strumento tu scelga, la cosa importante è che sia preciso. Un manometro poco affidabile può farti credere che la pressione sia corretta anche quando non lo è.
Come gonfiare correttamente le gomme dell’auto
Dopo aver misurato la pressione, aggiungi aria poco alla volta se il valore è troppo basso. Controlla di nuovo con il manometro e fermati quando raggiungi il dato indicato per la tua auto.
Se invece la pressione è troppo alta, fai uscire una piccola quantità d’aria dalla valvola e misura di nuovo. Meglio procedere gradualmente, senza passare da un eccesso all’altro.
Quando hai finito, riavvita bene i tappi delle valvole. Sembrano dettagli insignificanti, ma aiutano a proteggere la valvola da sporco, polvere e umidità.
Perché controllare anche la ruota di scorta
La ruota di scorta può perdere pressione anche se non viene mai usata. Proprio per questo rischi di accorgertene solo nel momento del bisogno.
Se la tua auto ha una ruota di scorta tradizionale, controllala insieme alle altre gomme. Se invece ha un ruotino, verifica il valore specifico indicato dal costruttore, perché spesso richiede una pressione diversa rispetto ai pneumatici montati sull’auto.
Se non hai la ruota di scorta ma un kit di riparazione, controlla periodicamente che il compressore funzioni e che il sigillante non sia scaduto.
Errori da evitare quando controlli la pressione delle gomme
L’errore più comune è misurare la pressione subito dopo aver guidato a lungo. In quel momento la gomma è calda e il dato può essere falsato.
Un altro errore è gonfiare tutte le gomme alla stessa pressione senza leggere la targhetta dell’auto. Se il costruttore distingue tra asse anteriore e posteriore, quei valori vanno rispettati.
Non bisogna nemmeno affidarsi solo alla vista: una gomma può essere sotto pressione anche se non sembra deformata. Allo stesso modo, la spia TPMS non deve diventare l’unico controllo, perché può attivarsi quando il calo è già significativo.
Cosa succede se la pressione delle gomme auto non è corretta
Una pressione sbagliata modifica il modo in cui il pneumatico si appoggia alla strada. Questo può influire sulla precisione dello sterzo, sulla distanza ed efficacia di frenata, sul consumo di carburante e sulla durata della gomma.
Il problema cambia a seconda che la pressione sia troppo bassa o troppo alta. In entrambi i casi, però, il pneumatico non lavora più nelle condizioni previste.
Pressione gomme troppo bassa: rischi principali
Quando la pressione è troppo bassa, la gomma si deforma più del necessario. Le spalle lavorano di più causando irregolarità nell’usura del pneumatico, perché aumenta il calore generato durante la marcia.
Una pressione insufficiente può anche peggiorare la tenuta sul bagnato e aumentare gli spazi di frenata. Se la gomma è molto sgonfia, la struttura del pneumatico può subire sollecitazioni importanti, con rischio di danni difficili da vedere dall’esterno e danni al cerchio.
C’è anche un effetto sui consumi: una gomma troppo sgonfia aumenta la resistenza al rotolamento e costringe l’auto a impiegare più energia per avanzare.
Come capire se le gomme sono sgonfie?
Puoi sospettarlo se lo sterzo diventa meno preciso, se l’auto sembra più pesante nei cambi di direzione, se compare la spia TPMS o se noti una spalla della gomma più schiacciata rispetto al normale.
Il segnale visivo, però, non basta. Per esserne sicuro, usa un manometro e confronta il valore misurato con quello indicato dal costruttore.
Pressione gomme troppo alta: cosa succede
Quando la pressione è troppo alta, la parte centrale del battistrada tende a lavorare più dei bordi. Il risultato può essere un’usura concentrata al centro della gomma con uno spessore del battistrada che si assottiglia nel tempo.
Anche il comfort al volante peggiora, perché il pneumatico assorbe meno le irregolarità della strada. Su fondi sconnessi puoi percepire una guida più rigida e meno progressiva.
Una pressione eccessiva può inoltre ridurre la superficie di contatto con l’asfalto. A causa di ciò, la gomma non lavora nel modo corretto e potrebbe addirittura scoppiare.
Come capire se le gomme sono troppo gonfie?
Una pressione eccessiva può rendere la guida più rigida e far percepire di più le asperità della strada, come buche e giunti. Con il tempo potresti notare anche un consumo più marcato nella zona centrale del battistrada.
Anche in questo caso, l’unico modo affidabile per verificarlo è misurare la pressione a freddo e correggerla in base ai valori previsti per la tua auto.
Pressione gomme auto: le misure più diffuse
Per aiutarti ad avere un primo riferimento, puoi consultare la tabella di seguito con alcune delle misure di pneumatici più diffuse e i relativi intervalli medi di pressione. Questi valori sono utili per orientarti, soprattutto se vuoi capire se il dato che hai letto sul manometro è molto distante da un valore comune.
La tabella, però, non sostituisce le indicazioni del costruttore. Due auto con la stessa misura di pneumatico possono avere pressioni diverse perché cambiano peso, assetto, motorizzazione e distribuzione dei carichi.
Misura pneumatico | Asse anteriore | Asse posteriore |
155/70 R13 | 2,1-2,5 bar | 1,8-2,5 bar |
185/65 R15 | 2,1-2,3 bar | 1,9-2,9 bar |
195/50 R15 | 2,2-2,4 bar | 2,0-2,7 bar |
205/60 R16 | 2,2-2,4 bar | 2,2-2,4 bar |
215/55 R16 | 2,3-3,2 bar | 2,2-3,2 bar |
225/45 R17 | 2,1-2,4 bar | 2,0-2,9 bar |
Pressione pneumatici: quando rivolgersi a un gommista
È meglio rivolgersi a un gommista se la pressione cala spesso o se una gomma si sgonfia più velocemente delle altre.
Un controllo professionale è consigliato anche quando noti usura irregolare del battistrada, vibrazioni, sterzo che tira da un lato, valvole danneggiate o segni visibili su cerchio e gomma.
Il gommista può verificare eventuali microforature, problemi alla valvola, deformazioni del cerchio o anomalie del sistema TPMS. In questo modo non ti limiti a riportare la pressione al valore corretto, ma individui anche la causa del problema.
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