La resistenza al rotolamento rappresenta uno dei parametri più rilevanti nella valutazione delle prestazioni degli pneumatici, con un impatto significativo su tre aspetti della guida: il consumo di carburante, la sicurezza in frenata e la rumorosità. Comprendere questo fenomeno significa poter effettuare scelte più consapevoli al momento dell'acquisto, bilanciando efficienza energetica, prestazioni e comfort.
La gomma ideale non è necessariamente quella con la resistenza al rotolamento più bassa in assoluto, ma quella che meglio si adatta alle esigenze di guida, al tipo di veicolo e alle condizioni climatiche che si affrontano abitualmente.
Scegliere in modo informato e trovare l'equilibrio giusto significa valutare attentamente l'etichettatura europea, confrontare i diversi modelli disponibili e considerare il rapporto tra risparmio di carburante e prestazioni complessive del pneumatico.
Cosa vuol dire resistenza al rotolamento?
La resistenza al rotolamento rappresenta la forza che si oppone al movimento di un pneumatico quando rotola su una superficie. In termini pratici, si verifica a causa della deformazione continua del pneumatico durante la rotazione: quando la gomma entra in contatto con l'asfalto, si appiattisce nella zona di contatto per poi tornare alla forma originale, generando attrito. L’energia utilizzata per superare l’attrito del terreno comporta quindi un necessario consumo di carburante.
Alcuni dei fattori influenzano la resistenza al rotolamento sono:
la mescola utilizzata nella produzione del pneumatico: la composizione delle gomme può costituire un fattore di aumento o diminuzione della resistenza al rotolamento; ad esempio, mescole a base di silice possono offrire una minore resistenza al rotolamento.
il design del battistrada: la disposizione degli intagli e la profondità delle scanalature influenzano la capacità del pneumatico di rimanere ancorato al terreno, e di conseguenza la sua capacità di rotolamento; intagli e scanalature profonde, tipiche delle gomme invernali, sono pensati proprio per aumentare la resistenza al rotolamento per migliorare l’aderenza.
la struttura interna del pneumatico: anche la struttura interna della carcassa della gomma può impattare sulla capacità di rotolamento; le strutture più rigide sono meno propense a deformarsi, abbassando la resistenza al rotolamento, ma il comfort di marcia può risentirne.
la pressione dei pneumatici: questo è uno dei fattori più influenti sulla resistenza al rotolamento; le gomme con una pressione inferiore al limite indicato aumentano la superficie di contatto con il suolo, facendo crescere di conseguenza la resistenza al rotolamento. Anche per questo, mantenere una pressione ideale è importante per ottimizzare i costi durante un viaggio o nella marcia quotidiana.
Le dimensioni e il rapporto d’aspetto: l’ampiezza del battistrada e la proporzione della spalla della gomma sono aspetti da considerare per valutare la resistenza al rotolamento. Pneumatici con battistrada largo avranno più superficie di attrito e di conseguenza faranno aumentare la resistenza; al contrario, una spalla ridotta o rigida ridurrà la deformazione e faciliterà il rotolamento.
I vari tipi di gomme disponibili sul mercato presentano caratteristiche diverse proprio in relazione a questi parametri: le gomme estive tendenzialmente offrono una resistenza inferiore rispetto a quelle invernali, che privilegiano l'aderenza su superfici bagnate e innevate. Per questo motivo, il periodo del cambio gomme invernale e del cambio gomme estivo sono importanti per avere i pneumatici più adeguati nella stagione calda o fredda.
Come si calcola il coefficiente di resistenza al rotolamento?
Il coefficiente di resistenza al rotolamento (indicato con la sigla Crr) si calcola con una formula relativamente semplice: è il rapporto tra la forza di resistenza al rotolamento (Fr) e il carico verticale applicato sul pneumatico (Fz); in termini matematici:
Coefficiente di resistenza al rotolamento = Forza di resistenza al rotolamento / Carico verticale applicato sul pneumatico
Il coefficiente è un valore adimensionale, generalmente compreso tra 0,005 e 0,015 per i pneumatici moderni: valori più bassi indicano una maggiore efficienza, traducendosi in minori consumi di carburante.
Tabella di classificazione della resistenza al rotolamento dei pneumatici
L'Unione Europea ha introdotto un sistema di etichettatura standardizzato che classifica la resistenza al rotolamento dei pneumatici su una scala da A (migliore efficienza) a E (efficienza inferiore). Questa classificazione è riportata sull'etichetta europea presente su ogni pneumatico nuovo, disponibile presso i rivenditori specializzati, sui siti dei produttori e sui portali di e-commerce.
| Classe | Coefficiente Resistenza al Rotolamento (CRR) | Efficienza Carburante |
|---|---|---|
| A | ≤ 0,0065 | Eccellente - Massimo risparmio |
| B | 0,0066 - 0,0079 | Ottima - Alto risparmio |
| C | 0,0080 - 0,0094 | Buona - Risparmio medio |
| D | 0,0095 - 0,0109 | Sufficiente - Risparmio limitato |
| E | ≥ 0,0110 | Bassa - Consumo elevato |
Questa tabella permette di confrontare rapidamente le prestazioni: la differenza tra una classe A e una classe E può comportare uno scostamento nei consumi fino al 7,5%, equivalente a circa 6 litri di carburante ogni 1.000 km per un'auto media.
Cosa comporta una bassa resistenza al rotolamento
Una bassa resistenza al rotolamento rappresenta la condizione ideale per migliorare l’efficienza del veicolo, soprattutto sul consumo di carburante.
Oltre al risparmio economico, una bassa resistenza contribuisce anche a ridurre l'usura del battistrada del pneumatico: minore attrito significa minore produzione di calore e quindi degradazione più lenta della mescola.
I pneumatici a bassa resistenza sono particolarmente indicati per chi percorre molti chilometri annui, principalmente su strade extraurbane e autostrade, con uno stile di guida regolare e previdente. Risultano però meno adatti in situazioni che richiedono massima aderenza, come su superfici bagnate o scivolose, dove gomme con mescole più morbide offrono prestazioni di sicurezza migliori.
In sintesi, la scelta ottimale deve sempre considerare il contesto d'uso: per tragitti urbani brevi, dove frenate e ripartenze sono frequenti, la differenza nei consumi diventa meno rilevante rispetto alle prestazioni di aderenza e frenata, e in questo caso la resistenza al rotolamento diventa un fattore di sicurezza più influente.